Avere tempo libero è la sciagura peggiore quando cerchi di dimenticare. Avere la testa sgombra da incombenze spalanca il cancello che cerchi faticosamente di chiudere ogni giorno.
È come se ogni santa mattina cercassi di chiudere con un filo di ferro la porta senza serratura dietro cui vuoi rinchiudere per sempre i ricordi. Provi a stringere il filo, attorcigliarlo su se stesso, in modo che non si sciolga più. Eppure sai che il filo è sottile, che è un materiale cedevole, che si copre facilmente di ruggine e altrettanto facilmente si spezza.
E allora ti ritrovi a riguardare delle vecchie foto e rivederti lì in quelle situazioni in cui eri felice. Forse solo il tempo di una foto, ma felice e leggera. Senza porte da chiudere, con il cuore aperto ed esposto. Con gli occhi brillanti e uno sguardo così dolce che nemmeno tu sapevi di avere.
Parlo a me e al mio dolore, parlo per farmi compagnia. Per non sentire l'aria gelata che esce dalla porta aperta e che domani mattina tornerò di nuovo a chiudere, graffiandomi le dita, sporcandomele di nuovo di ruggine, finchè rimarrà energia, finchè la porta non si aprirà più.